Gabriele Basilico al Moma di San Francisco - www.adnkronos.com
Fino al 15 giugno, saranno esposti i suoi scatti, attraverso i quali il fotografo italiano prova a raccontare il cambiamento, l’impatto tecnologico, i contrasti di San Francisco. Per realizzare questa campagna il fotografo ha percorso quasi cinquemila chilometri esplorando in tutte le direzioni la Silicon Valley, realizzando complessivamente 600 riprese fotografiche
San Francisco - “Dal centro urbano, verso sud, attraversando i quartieri di South Market, Mission e Potero, lungo la strada 101 fino a raggiungere la Silicon Valley per cogliere in uno scatto la visione di un luogo che cambia”. Così Gabriele Basilico, fotografo tra i più noti nel panorama dei documentaristi europei, racconta la sua esperienza vissuta sulle strade di San Francisco e che presto lo porterà ad essere protagonista al SF Moma – San Francisco Museum of modern art - di una mostra fotografica che porta la sua firma.
Fino al 15 giugno, saranno esposti 50 dei suoi scatti, attraverso i quali il fotografo italiano prova a raccontare il cambiamento, l’impatto tecnologico, i contrasti di una terra “non per realizzare un ritratto delle numerose aziende informatiche che hanno reso famosa questa regione ma per indagare – spiega Basilico - la natura e la tipologia dei modelli insediativi, anche in confronto con l’affascinante immagine urbana di San Francisco”.
La mostra nasce da un invito che il Dipartimento di fotografia del museo fa all’artista il 25 aprile 2007. E’ in quell’occasione che Basilico propone di realizzare un progetto fotografico con l’obiettivo di raccontare la vita di una città simbolo della post-modernità. “Per me è stato sempre importante vivere e fotografare la vita urbana, di periferia. Non mi interessano i grattacieli o i luoghi iper-fotografati. San Francisco, finora, è stata rappresenta come città cinematografica. Io sono andato sotto, dietro, dentro questa città ricca di contrasti e in continua trasformazione”.
Per realizzare questa campagna Gabriele Basilico, in compagnia del suo assistente, ha percorso quasi cinquemila chilometri esplorando in tutte le direzioni la Silicon Valley, realizzando complessivamente 600 riprese fotografiche. Come in altre esperienze precedenti, il progetto di Basilico si risolve in un percorso lineare: l’attraversamento di porzioni di territorio diverse ma tra loro accomunate da fenomeni di trasformazione recenti o addirittura in corso.
Tra le novità di questa esposizione c’è l’uso del colore che, per la prima volta, compare negli scatti dell’artista, noto per l’uso esclusivo della fotografia in bianco e nero. “Viviamo immersi in una cultura del colore che ormai ci contamina e dalla quale non si può non essere rapiti. Il paesaggio che mi si è posto davanti – spiega il fotografo - simbolo di un’epoca post moderna, esigeva l’uso del colore. A questo si è aggiunta una terza esigenza: sperimentare!”
In occasione della mostra ‘Gabriele Basilico – Silicon Valley’ verrà presentato anche un libro pubblicato da Skira editore. Il volume alterna gli scatti di Basilico a conversazioni con Filippo Maggia, direttore della casa editrice, in cui il fotografo racconta, questa volta a parole, il percorso artistico e di vita compiuto in un mese di permanenza negli Stati Uniti. Introduzione del libro a cura di Sandra Phillips, organizzatrice della mostra.
Tra i prossimi appuntamenti dell’artista italiano c’è Roma e il Festival della Fotografia che si terrà nella capitale a partire dal prossimo 3 aprile. Anche qui, l’obiettivo di Basilico si è soffermato su una visione della capitale diversa, mirato a cogliere l’essenza di una città e della sua vita nascosta. “Sono partito – conclude il fotografo - dalla periferia nord di Roma e ho raggiunto il suo cuore attraversando il fiume Tevere con l’intento di scoprire qualcosa che ancora non era stato osservato”.

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