Digigraphie: l’originale e la riproducibilità dell’arte digitale secondo Epson - fonte www.clickblog.it
pubblicato da Chiara Galli in: Siti e risorse utili Epson Iniziative
In genere, parlando del digitale come tecnologia caratterizzata da un supporto virtualizzante e quindi flessibilissimo, spesso si è posto il problema dell’ unicità o (nel caso della fotografia) della “scarsità” di copie che rende un’ opera preziosa. Perché acquistare una stampa spendendo fior di quattrini se poi si corre il rischio di vederla riprodotta con la medesima qualità in un numero pressoché illimatato di copie?
Per risolvere questo problema è nata Digigraphie. Si tratta di un progetto europeo firmato Epson (presentato in Francia nel 2003) che si propone come un marchio di validazione per opere prodotte con tecnologie digitali. Questo sistema di validazione si offre principalmente ai fotografi e ai pittori che operano in digitale che desiderano certificare l’autenticità e la tiratura delle loro opere oltre che offrire agli acquirenti la garanzia di un supporto di qualità superiore che allunghi la vita stessa dell’opera.
Digigrahie si basa sul sistema di stampa Epson. Si parte dalle stampanti, passando per gli inchiostri sino ad arrivare alle carte certificate dall’azienda. Per poter utilizzare questo sistema come Artisti è necessario osservare precise clausole di lavorazione e morali. Infatti un artista Digigraphie è tenuto ad usare soluzioni di stampa Epson (sia proprie che di laboratori convenzionati al sistema) e deve, inoltre, frequentare un apposito corso di formazione e firmare il Digigraph Artist Charter (la Carta dell’Artista) in cui l’artista si impegna a rispettare determinate clausole tecniche e morali.
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