Chiuso sito internet, truffava i clienti
VENDITE ON-LINE - OPERAZIONE DELLA POLIZIA POSTALEGestito da casa da un 40enne modenese Nessuna traccia di merci importate
Finora 11 vittime per migliaia di euro
«www.importazionecinese.it» incassava senza spedire i prodotti
«www.importazionecinese.it»: era questo il nome del sito che apriva le magiche porte al mondo dell’elettronica superscontata. Un portale internet che offriva meravigliosi prezzi - fino al 30% in meno - per tv, ipod, mp3, macchine fotografiche, video, playstation e tanto altro importato dall’Oriente. Acquisti via web con tanto di simpatici gadget. Come la maglietta coi cagnolini tristi e la scritta «Loro aspettano te». Oppure il tagliando sconto del 10% per prossimi acquisti. Bastava pagare con carta di credito, postpal o bollettino e la merce arriva a casa. Come no…
Il titolare del sito incassava fior di quattrini e il cliente restava in attesa per giorni e settimane come un pesce lesso. Perché era davvero un pesce.
Infatti, il cliente aveva abboccato al sito di un commerciante che incassava subito e non consegnava la merce. Prendeva tempo, accampava scuse, ma il pacco non lo spediva. Come definire questa attività?
E grazie a «Striscia la notizia», che se ne è occupato l’altra sera, il caso ora inizia a prendere consistenza nazionale. Con l’affiorare di un gran numero di clienti.
Per ora sono undici i truffati da questo scaltro pescatore di navigatori internet a caccia di sconti. Ma il numero cresce ogni ora di più, come conferma la Polizia Postale di Modena che da mesi lavorava sul caso ed è riuscita a chiuderlo giusto poche ore prima che la popolare trasmissione di denuncia televisiva andasse in onda.
E il truffatore? Nega di esserlo, ma pare che non abbia altre attività all’orizzonte. Ha raccontato invece alla Polizia Postale di essere un commerciante in un momento di difficoltà, che importava davvero merce dalla Cina Popolare ma che non arrivava mai e così era costretto a prendere tempo…
E’ Gianvittorio Righi, 40enne, modenese «doc», una buona famiglia alle spalle, single. Ha in affitto un miniappartamento di 50 mq in via Piero della Francesca 55. Risulta la sua residenza ma anche, come ha scoperto al Polpost, la sede della sua fantomatica ditta. Dentro, di merci commerciabili è stato trovata un’ascia da stiro e poco più. Niente tv plasma, niente ipod o apparecchi fotografici. Come quella Canon che pubblicizzava nel suo portale e che serviva da esca.
In compenso, gli agenti hanno trovato mazzi di bollettini già pronti per il pagamento e tagliandi sconto (sconto di niente, ovviamente). Questo era il suo unico lavoro: spedire i bollettini per posta così i clienti pagavano.
I clienti li trovava ovunque, grazie all’ubiquità di internet: Novara, Taranto, Brindisi, Milano, Cosenza. E ora si scopre in altre città, persino a Bruxelles.
In questo modo ha messo assieme almeno 15mila euro di truffe varie. E proprio di questo reato (aggravato e continuato nel tempo) dovrà ora rispondere: è stato denunciato.
Nel frattempo, il sito è stato sequestrato e oscurato. La Polizia Postale ha sottolineato la collaborazione attiva fornita dal server, una ditta fiorentina, e ha ricordato che si tratta di un caso per ora eccezionale: le vendite in internet sono in genere serie.

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